1mo Giorno: Italia - Tehran 

Partenza dall'Italia, Arrivo a Tehran, all’aeroporto internazionale " Imam Khomeini". (50 km dalla città). 

Incontro con la guida di IRAN SEBT TOUR. Prima colazione. 

Giornata dedicata alla visita di Tehran, popolosa capitale (12 milioni di abitanti) dell’Iran moderno. Situata a 1100 metri di altitudine, alle pendici dei monti Alborz , è la sede del governo nonché il centro delle attività commerciali e imprenditoriali del paese. Dopo il giro della città visiteremo 

il Museo Nazionale dell’Iran, che ripercorre la storia dell’arte e della cultura iranica, attraverso reperti archeologici che vanno dal 6 mila a.C. fino al periodo islamico. 

Il Museo del Vetro e della Ceramica, allestito in una elegante palazzina del periodo Qajar, museo nel museo, che ospita una preziosa collezione di vetri e ceramiche, dal II millennio a.C. alla nostra era. 

Il Museo dei Tappeti, inaugurato nel 1977, in un’area di 3.400 mq, espone più di 100 esemplari di rari tappeti provenienti da tutto il paese. Cena al ristorante. Pernottamento. 

2ndo Giorno: Tehran - Kashan 

Prima colazione. Partenza per Kashan (km 240). Uscendo da Tehran, breve sosta a piazza Azadi, per ammirare l’omonimo monumento, simbolo della nazione iraniana. Arrivo a Kashan, città carovaniera ai margini del deserto del Dasht e Kavir. La città vecchia presenta ancora tutte le caratteristiche delle architetture del deserto. A Kashan infatti sono state restaurate le più belle e sontuose residenze private. Lo stile è prevalentemente Qajar, con specchi e vetri colorati, stucchi straordinari, cortili interni, cupole impreziosite da pitture e impeccabili geometrie. Il tutto costruito con quell’ ancestrale sapienza architettonica che, nel rispetto dell’ambiente, e con l’uso di materiali coevi, consente di vivere in dimore fresche e ventilate anche nel torrido clima estivo del deserto. Arrivo e visita alla dimora di Casa di Borujerdi. La Moschea di Agha Bozorg, e il Giardino storico di Fin, disegnato per lo Shah Abbas I, a immagine del paradiso islamico, dove l’acqua scorre limpida e i fusti di alberi sempreverdi si piegano dolcemente al più lieve alito di vento. Infine il sito archeologico di Sialk , uno dei più importanti dell’Iran, insediamento umano che risale al VI millennio a.C. Pernottamento. 

3rzo Giorno: Kashan - Isfahan 

Dopo la prima colazione, partenza per Isfahan (km 209) Lungo il percorso visitiamo la cittadina di Natanz per ammirare la Moschea Jameh.dell`XI sec.del periodo salgiuchide Con un solo minareto. Si può visitare sotto la moschea un Qanat. Visita al mausoleo di Abdul–Samad importante testimonianza del cambiamento che si ha nelle decorazioni: dagli stucchi si passa alla cerámica smaltata Il complesso, di grande interesse e bellezza, risale all’inizio del XV secolo e fu costruito per onorare il grande maestro sufi. 

Arriviamo ad Isfahan, la città che Shah Abbas I (1587-1629), della dinastia Safavide, elesse a sua capitale, e che pianificò ed abbellì fino a farne la perla del rinascimento persiano. L’arte islamica, sia essa di ispirazione sacra o profana , raggiunge qui esiti insuperati. Arrivando si visitano due dei sei ponti sul fiume Zayandeh-Rud, il Ponte Sio Se Pol (o'dell 33 arcate) e il Ponte Khaju (Pol-e-Khaju). L’importanza dei ponti di Isfahan non risiede solo nella loro splendida architettura, ma anche loro nella funzione pratica, sociale e … di elevazione spirituale. A questo mirava il Principe, nell’interesse dei suoi sudditi e della sua propria salvezza . Funzionavano come dighe, mercati di frutta e ortaggi di primo mattino. O luoghi di aggregazione dove, all’ombra di padiglioni dipinti, si sorseggiava il the o si fumava il narghilè. Meta di passeggiate la sera, Una breve sosta alla Piazza Reale, oggi piazza dell’Imam. Cena al ristorante e pernottamento. 

4rto Giorno: Isfahan 

Prima colazione. L’intera giornata è dedicata alla visita della città. C`immergeremo nella bellezza e nel colore della splendida Piazza Reale, polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I, e su cui si affacciano la Moschea reale, il padiglione Ali Qapu , la piccola moschea Sayb Lotf-Allah e il Bazar. 

L’ Ali Qapu’,è il palazzo dove il sovrano riceveva i suoi ospiti. Era anche una sorta di “porta reale” che dava accesso ai giardini dello Shah, punteggiati di padiglioni. Ed era l’insieme del complesso ciò che costituiva il “palazzo reale”. Dalla terrazza, talar , prospiciente la piazza, e adibita a sala del trono estiva, il sovrano poteva seguire gli incontri di polo ma anche le parate militari e le esecuzioni capitali. La piazza o Maidan (165x500m) una delle più grandi del mondo , veniva usata per gli spettacoli di corte ma anche per i grandi mercati contemporanei, laddove si riempiva di tende, animali, e si esponevano merci provenienti da tutte le regioni limitrofe. La piazza, è cinta dalla doppia fila di archi del Bazar, che, dalla porta monumentale, si snoda poi, fra botteghe e caravanserragli, per ben 6 chilometri, fino alla Moschea del Venerdì, da dove in origine partiva. Di fronte al palazzo reale, la Moschea di Sheikh Lotfollah, suocero del sovrano, riservata al culto della famiglia reale. Rappresenta l’esempio più raffinato di moschea privata, per la struttura, la decorazione interna, modulata da spirali turchesi, e per la straordinaria cupola, che all’interno sembra smaterializzarsi nella luce filtrata da grate di arabeschi invetriati, e all’esterno si veste di una superba decorazione blu cobalto e bianca su fondo “caffè e latte”. La Moschea Reale, ora Moschea dell’Imam, punto d’arrivo dell’evoluzione, dopo mille anni, della moschea persiana a quattro Ivan. Anche qui il colore gioca nell’alleggerire le strutture, la materia si dissolve magicamente e si trasmuta in pulviscolo azzurro cielo. Cena al ristorante e pernottamento. 

5nto Giorno: Isfahan 

Prima colazione. Prosegue la visita della citta’. Il Padiglione Hasht Behesht (Otto paradisi), piccola meraviglia dell’architettura di corte. Consiste in due gruppi di quattro camere ottagonali, gli otto paradisi, che si innestano attorno ad un ottagono centrale abbellito da una magnifica cupola a lanterna. Le stanze superiori e la lanterna conservano in parte i colori originali, sfarzosi e scintillanti: l’oro, il rosso, il blu cobalto. Padiglione di piacere, era inserito nel Giardino degli Usignoli, attraversato da canali che si intersecavano sotto il padiglione centrale. Anche qui, la verzura, il gorgoglio dell’acqua e il cinguettio degli uccelli, uniti alla bellezza degli affreschi profani, anticipavano in terra le gioie del paradiso. Il Palazzo delle 40 colonne o Chehel Sotun.è il padiglione dove il re accordava le udienze. 

E’ affrescato, secondo una tradizione antica, con pitture che rappresentano eventi storici dell’epoca. Alcune pitture risentono dell’influenza europea, altre mantengono lo stile della miniatura delle corti persiane . Deriva il suo nome dalle colonne del talar che si riflettono nell’acqua della vasca antistante. Tutti questi padiglioni, come dicevamo, fanno parte della tradizione palaziale persiana, che, a differenza di quella europea, che costruiva grandi residenze, preferiva padiglioni inseriti nel contesto di giardini, o paradis. (da cui “paradiso”) Dunque dimore paradisiache create per esaltare la bellezza e il piacere, materializzazione ed umanizzazione del sogno di popolazioni nomadi aduse all’aridità e alla cultura del deserto. La straordinaria Moschea del Venerdi’ (Masjed Jame) . Meno appariscente di quella dello Shah, ma più antica, articolata e interessante. Di grande splendore. La sua costruzione iniziò alla fine dell’ IX secolo, ma i successivi ampliamenti ne fanno il palinsesto dell’architettura sacra persiana. Man mano che si avanza, il passaggio nel tempo è apparente, e allo stupore per l’equilibrio e la bellezza della creazione artistica, segue la meraviglia. Qui tutto è perfetto, anche nel sapore decadente che conferisce ulteriore fascino e colore a ciò che è già perfetto Qui la perfezione è unicità, è assoluto. Due sale invernali, per fare fronte al clima rigido dell’altopiano, una risalente all’epoca Ilkanide (XIV sec), con il Mehrab di Olgiato, di squisita fattura, la seconda di epoca Timuride. Dalla Moschea del 

Venerdì, che rappresenta l’antico polo di Isfahan, si snoda il vecchio bazar Bazar Gheysarieh che raggiunge la piazza. Cena. Pernottamento. 

6sto Giorno: Isfahan - Yazd 

Prima colazione. Partenza per Yazd. (316 km). Durante il viaggio visiteremo la cittadina di Nain, con la sua caratteristica bio-architettura. Qui vedremo la Moschea del Venerdì, una delle più antiche dell’Iran, e la vicina Casa-Museo,con pareti graffittate di rara bellezza, e il vecchio affascinante Bazar, ora in disuso. Lungo il tragitto ci fermeremo anche della cittadina di Meybod particolarmente interessante per un gruppo di edifici che esemplificano le grandi capacità costruttive degli architetti persiani: un Caravanserraglio, la Ghiacciaia. La ghiacciaia di Meybod risale al XVI secolo ed è stata realizzata interamente in mattoni crudi. Il recente restauro ha ridato vigore all’imponente facciata che serviva, essenzialmente, a mantenere in ombra le vasche dislocate alla sua base. Nei brevi periodi invernali, durante la notte, l’acqua sita nelle vasche si solidificava e, alle prime ore del mattino, il ghiaccio veniva frantumato e trasportato nel contenitore attiguo scavato nel suolo e sormontato da una cupola. Le pareti della ghiacciaia, spesse oltre tre metri, e la particolare conformazione della cupola, permettevano al ghiaccio di conservarsi per essere utilizzato durante l’estate! Arrivo a Yazd e visita del complesso medievale di Amir-Chakhmaq . Nel tardo pomeriggio esibizione di Zur-Khane (Casa Della Forza). una delle arti marziali la cui origine e sacralità si perdono nel tempo , e che viene praticato da gruppi di uomini in un pozzo ottagonale. Il rituale è accompagnato da musici che intonano poesie sacre, e tamburi che ne sottolineano i ritmi incalzanti . Cena e Pernottamento. 

7mo Giorno: Yazd 

Prima colazione. Intera giornata dedicata alla visita della città, una delle più interessanti dell’Iran e antico centro Zoroastriano. Vedremo le Torri del Silenzio, dove, secondo la religione zoroastriana, venivano adagiati i corpi dei defunti, offerti come cibo agli uccelli, e l’ Atash-Kadeh , in cui si conserva il fuoco sacro. La Moschea del Venerdì, dal cui portale, pistach, si slanciano i due minareti più alti dell’Iran. Passeggeremo nella città vecchia, circondata da mura, fra raffinati esempi di case tradizionali. Visiteremo il Mausoleo dei 12 Imams, del XII sec., con l’iscrizione in lettere cufiche dei nomi dei 12 Imams Sciiti e la cosiddetta Prigione di Alessandro.Il Mausoleo di Seyed Rokn od-Din e l’antico Bazar. Cena e pernottamento . 

8vo Giorno: Yazd – Shiraz 

Pasargade, dove Ciro il Grande volle la sua capitale. Pochi i monumenti rimasti, ancor meno le abitazioni, che dovevano essere tendate, come era nella tradizione dei popoli di origine nomade. Rimane l’austera Tomba di Ciro, un tempo circondata da foreste, e che oggi si erge solitaria ma non meno imponente per il suo significato. Ritorno a Shiraz. Pernottamento in albergo. 

9no Giorno: Shiraz 

Giornata dedicata ai grandi siti archeologici degli Achemenidi e dei Sasanidi. 

Persepolis, la città sacra fondata da Dario nel 524 a.C. per celebrare il 21 marzo la festa del Nouruz. Lì il Grande Re riceveva le delegazioni dei popoli sottomessi che in lunghe processioni, venivano ad offrire doni e tributi. La grande Apadana, la porta di Serse, la sala delle 100 colonne, i delicati bassorilievi, tutto testimonia della grandiosità e splendore di questo sito. Fu data alle fiamme dai soldati di Alessandro nel 330 a.C., Veniva così colpito il cuore pulsante di quella grande civiltà. 

Naghsh-e- Rostam, luogo di grande suggestione, che conserva le tombe rupestri dei grandi re Achemenidi, e i bassorrievi-manifesto dei re Sasanidi. Pernottamento. 

10mo Giorno: Shiraz  Bandar - e - Abbas - Qeshm 

Prima colazione. La giornata è dedicata alla visita capitale del Fars, città molto antica, che conobbe momenti di prosperità e di decadenza. Nel 1760, Karim Khan Zand, la elesse capitale del suo breve regno. Proprio agli Zand, e ai loro successori, i Qajar, (1796-1925), che in qualche modo ne sposarono l’ispirazione artistica, si deve l’incanto di questa piacevole città. Certo i giardini di rose e gli usignoli cantati dai poeti non ci sono quasi più, restano un’immagine letteraria, ma nondimeno il profumo delle rose e della vita di corte è ancora lì. Karim Khan Zand vi costruì la Cittadella, (Arg 

e Karim Khan), sua residenza privata, Il bel Bazar, unico in Iran per l’architettura in mattoni dipinti, cui un secolo dopo fu aggiunto il caravanserraglio Saray-e Moshir. La Moschea Vakil , con l’incantevole decorazione naturalistica e la cui sala di preghiera invernale è sostenuta da 48 colonne monolitiche. Ma Shiraz è anche la città dei grandi poeti mistici, Sa’adi (1209-92) e Hafez (1310-90) che qui sono sepolti e onorati, e dei cui versi sono tuttora permeate la lingua e la cultura persiana. La Moschea Atigh, la più antica di Shiraz, la Madrasa del Khan le cui decorazioni di fiori rosa e blu con uccellini ci rimandano agli affreschi dei palazzi safavidi. La sera visiteremo il Mausoleo di Shah-Cherag uno dei più venerati santuari sciiti, dove un tripudio di luci e di specchi ci riempirà di meraviglia e rispetto. Trasferimento in aeroporto e volo per Bandar-e-Abbas. Arrivo e trasferimento in barca alla vicina Isola di Gheshm. Pernottamento. 

11mo Giorno: Gheshm 

L’isola di Gheshm è la più grande dell’Iran. La visita della zona est inizia con le grotte di Karbas, quel che rimane di un’antica città dei medi. Si prosegue lungo la strada che costeggia il Golfo Persico fino ad arrivare alla Valle delle Stelle in cui, si può vedere una bellissima formazione geofisica delle rocce corrose dal vento che formano uno spettacolo stellare di altri pianeti Si prosegue passando per i villaggi dei pescatori e i cantieri che riparano le navi di legno fino raggiungere Laft, un villaggio caratterizzato dalle torri di ventilazione e dai pozzi dell’acqua piovana. Ritornando a Qeshm, si visita il bazar. Pernottamento in Hotel 

12mo Giorno: Gheshm 

Nella parte settentrionale dell’isola esiste la foresta di mangrovie detta localmente Hara. che con l'alta marea scompare sotto l'acqua e poi come d'incanto riaffiora donando un panorama suggestivo. Questo tipo di vegetazione con le sue radici ripara dalle onde insolite le coste dell'Isola e sprigiona una quantità elevata di ossigeno. 

Si prende la barca a motore per esplorare le mangrovie girando per la laguna 

Proseguiamo la visita per scoprire un altro canyon di stupende formazioni rocciose conosciuto come Tanghè-ye-Chahkuh, immerso in una natura selvaggia e intatta. Si prosegue per il porto Basaiid dove i grandi pescherecci preparano le scorte prima di salpare per la pesca nelle acque vicino l’Oman. Nelle vicinanze si può scorgere il cimitero degli inglesi, una volta governatori dell’isola dopo la cacciata dei portoghesi. Bellissima sarà la successiva tappa alla scoperta della salina di Namakdan. Si tratta di una sorgente d’acqua densa di sale che fuoriesce da una grotta formando una lunga striscia bianca distesa su di un terreno marrone. 

13mo Giorno: Gheshm 

Qeshm: secondo gli ambientalisti, circa 1,5% degli uccelli del mondo e il 25% delle specie [di uccelli] native dell’Iran, migrano verso le foreste di questa isola che è stata costituita parco naturale. (geo park). 

Visiteremo un antico castello portoghese, delle moschee storiche sunnite, infatti questa area ha il 95% degli abitanti di religione sunnita visita ai mausolei di Seyyed Mozaffar e Bibi Maryam, 

Nel periodo primaverile sulle spiagge nelle ore notturne si può assistere alla deposizione delle uova di tartaruga. Dopo la deposizione le uova vengono messe in appositi recinti per salvaguardare da possibili predatori e dopo un paio di mesi si assiste alla schiusa, dove le tartarughine appena nate corrono velocemente nel mare ad iniziare la loro lunga vita.Visita ai cantieri della fabbricazione di barche. Pernottamento 

14mo Giorno: Gheshm - Bandar-e-Abbas ( Minab) 

La mattina partenza per Bandar-Abbas con la barca a motore per andare a visitare il mercato tradizionale del giovedì di Minab Coloratissimo si tiene all’aperto, lungo la sponda di un fiume in secca, e richiama venditori e compratori dai villaggi circostanti. Qui la maggior parte delle donne indossa una maschera colorata, principalmente rossa e nera con vestiti coloratissimi lunghi sopra i pantaloni ornati da lucide guarnizioni di broccato attorno alle caviglie. Le variopinte bancarelle espongono tutti i generi di merci: dalla frutta e verdura fresca ai vestiti ed ai particolari zaribafti, una serie di oggetti come stuoie, ventagli, scope e cestini fatti con le foglie di palma locale, nonché le maschere rosse e nastri di broccato. Rientro a Bandar Abbas nel primo pomeriggio. si visiterà l’ex tempio induista, l’antico bagno trasformato in un piccolo museo e la grande moschea, molto bella anche se recente 

15mo Giorno: Bandar-e-Abbas – Tehran 

Dopo la colazione trasferimento in aeroporto e volo per Tehran, Arrivo e visita dei vecchi Palazzi dello Shah, sera passeggiata a Darband tipico luogo ai piedi della montagna con ristorantini tipici. Pernottamento. 

16mo Giorno: Tehran – ITALIA 

Di primo mattino trasferimento all’aeroporto internazionale "Imam Khomeini". Volo per l'Italia. 

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