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L'Iran

Iran: Un mosaico di cultura, architettura, tradizione e cibo

L'Iran vanta una cultura ricca e diversificata, con una storia che abbraccia diversi millenni. Dagli antichi imperi alle vivaci comunità contemporanee, il paese offre un mix unico di tradizione e modernità.

Cultura:

  • Ospitalità: Gli iraniani sono rinomati per la loro calorosa ospitalità. Gli ospiti vengono trattati con rispetto e generosità, spesso invitati a condividere i pasti e partecipare a eventi culturali.

  • Forti legami familiari: La famiglia è centrale nella vita iraniana. Il rispetto per gli anziani è profondamente radicato e le famiglie si riuniscono regolarmente per celebrazioni e incontri sociali.

  • Arte e letteratura: L'Iran ha una lunga e illustre storia nell'arte e nella letteratura. La poesia persiana e la calligrafia sono celebrate in tutto il mondo, mentre la musica e la danza tradizionali continuano a prosperare.

  • Religione: L'Islam gioca un ruolo significativo nella società iraniana. La stragrande maggioranza degli iraniani sono musulmani sciiti e i valori islamici si riflettono nella vita quotidiana e nei costumi.

Architettura:

  • Stili unici: L'architettura iraniana è caratterizzata dal suo uso distintivo di motivi geometrici, mosaici intricati e colori vivaci.

  • Siti storici: L'Iran ospita innumerevoli siti storici, tra cui l'antica città di Persepoli, le magnifiche moschee di Isfahan e le torri del vento di Yazd.

  • Case tradizionali: Le case tradizionali iraniane sono progettate intorno a cortili, offrendo uno spazio fresco e confortevole per le famiglie.

  • Sviluppi moderni: Mentre l'architettura tradizionale rimane importante, l'Iran vanta anche meraviglie architettoniche moderne, a dimostrazione di una fusione tra passato e presente.

Tradizioni:

  • Norouz: Questa antica festa di primavera è la celebrazione più importante in Iran. Le famiglie si riuniscono per feste, scambiano regali e partecipano a giochi tradizionali e cerimonie.

  • Notte di Yalda: Celebrata durante il solstizio d'inverno, questa notte festiva prevede la riunione con i propri cari, la condivisione di frutta e noci e la recitazione di poesie.

  • Cultura del tè: Il tè è profondamente radicato nella cultura iraniana. Famiglie e amici si riuniscono ogni giorno per gustare il tè e conversare.

  • Chaharshanbe Suri: Questa festa del fuoco pre-Norouz prevede l'accensione di falò e il salto su di essi per scacciare gli spiriti maligni.

Cibi tradizionali:

  • Chelo Kebab: Questo piatto nazionale prevede riso infuso con zafferano servito con carne alla griglia.

  • Ghormeh Sabzi: Questo sostanzioso stufato è preparato con agnello, fagioli rossi, erbe e lime secchi.

  • Fesenjan: Questo stufato agrodolce combina pollo o anatra con pasta di melograno e noci.

  • Dizi: Questo stufato tradizionale viene cucinato in una pentola di terracotta e comprende agnello, verdure e legumi.

  • Baghlava: Questa pasta dolce è composta da strati di pasta fillo, ripieni di frutta secca e miele.

  • Faloodeh: Questo dessert rinfrescante è preparato con acqua di rose, spaghetti al vermicello e gelato.

Queste informazioni offrono uno sguardo al ricco arazzo della cultura, dell'architettura, delle tradizioni e del cibo iraniani. Sebbene questo sia solo una breve panoramica, si spera che ti ispiri a saperne di più su questo affascinante paese e sulla sua gente.

Tehran

Teheran è la capitale dell'Iran e della provincia di Teheran. Con una popolazione di circa 12 milioni nella città e 15 milioni nella sua area metropolitana più grande, Teheran è la città più popolosa in Iran e in Asia occidentale e ha la seconda area metropolitana più grande in Medio Oriente. È al 29 posto al mondo dalla popolazione della sua area metropolitana.
Nell'era classica, una parte del territorio del Teheran attuale era occupata da Rhages (attuale Rey), una città mediana prominente. Era oggetto di distruzione dopo le invasioni arabe, turche e mongole. Il suo erede moderno rimane come un'area urbana assorbita nell'area metropolitana del Grande Teheran.
Teheran è stata scelta per la prima volta come capitale dell'Iran da Agha Mohammad Khan della dinastia Qajar nel 1796, per rimanere in prossimità dei territori iraniani nel Caucaso, prima di essere separato dall'Iran come conseguenza delle guerre russo-iraniane e per evitare le fazioni sprezzanti delle precedenti dinastie iraniane. La capitale è stata spostata diverse volte in tutta la storia e Teheran è la 32ma capitale nazionale dell'Iran.
La città era la sede dei Qajar e Pahlavi, le due ultime monarchie dell'Iran. È sede di numerose collezioni storiche, tra cui i complessi reali di Golestan, Sa'dabad e Niavaran, nonché i più importanti edifici governativi dell'epoca moderna.
La demolizione e la ricostruzione su vasta scala iniziarono negli anni '20 e Teheran è stata una destinazione per le migrazioni di massa da tutto l'Iran fin dal XX secolo.
I luoghi più famosi di Teheran includono la Torre Azadi, un memoriale costruito sotto il dominio della dinastia Pahlavi, la torre Milad, la sesta più alta, autoportante del mondo, completata nel 2007. Il ponte Tabiat, punto di riferimento recentemente costruito, è stato completato nel 2014.

Diverse ed importanti architetture private con interessanti punti risolutivi architettonici importanti come la casa girevole a Daroos vicino Pasdaran.

Esfahan

Per tutti quelli che vanno in Iran, Esfahan è una tappa fondamentale, ed è uno dei luoghi che ricorderai per lungo tempo. Dimenticate Parigi, Isfahan è la città più bella del mondo. I Persiani lo chiamano "Nesf-e-Jahan", che significa "Metà Mondo". Dal 1592 al 1722, Isfahan era la capitale della Persia.
Isfahan ha così tanto da offrire per poter facilmente trascorrere una settimana se non più lì. La città ricoperta di bellissime piastrelle dipinte a mano e una magnifica piazza pubblica.
Questa moschea risale al 1629. È considerata uno dei capolavori dell'architettura persiana e un eccellente esempio dell'architettura islamica dell'Iran. La moschea di Shah di Isfahan è uno dei capolavori dell'architettura in Iran e diventa uno dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO (prima foto in questa pagina).
La costruzione della moschea è iniziata nel 1603 e terminata nel 1619. La moschea è un capolavoro architettonico dell'era Safavid. Questa moschea è considerata anche la più bella in Iran.
Sul retro della piazza è uno dei più grandi bazaar del Medio Oriente.
Isfahan è una città perfetta per fare una passeggiata nelle stradine e nei vicoli. Sono luoghi interessanti ovunque. Inoltre, una grande opportunità e possibilità che i locali ti trattino con alcune tazze di tè. Vi raccomando di dire sì! Le persone del luogo in Iran sono di gran lunga le persone più simpatiche e accoglienti della terra.

Yazd: la gemma del deserto

Al mio arrivo a Yazd, non fui molto entusiasta della città. Mi sembrò piatta polverosa piena di persone intente ad un lavoro povero. Rammaricata di aver lasciato Esfahan con le sue bellezze per ultimare le mie vacanze a Yazd iniziai un lungo giro in taxi per trovare un albergo. Mi accorsi con meraviglia di quanti alberi di melograni ci fossero un pò da per tutto, e dato che era ottobre gli alberi grondavano di questi frutti di tutte le dimensioni. 

Yazd è una delle città che ospita il più alto numero di Zoroastriani, per loro l'albero del melograno significa fertilità, vita, con i loro innumerevoli semi rossi. Ognuno di loro, nel proprio giardino, nè pianta almeno uno per avere questo augurio, mi fù detto più tardi visitando il tempio del Fuoco. 

Nel pomeriggio cominciai a visitare la città, ed iniziai dal centro storico. 

Scesi dal taxi e mi trovai d'innanzi la moschea Jamè, di un bel blu cupo, con i due minareti sproporzionatamente alti, feci un giro attento, ammirando le maioliche che erano state dipinte con abilità e pazienza, visitando i portici che contornavano il cortile e che nascondevano delle camere, adibite a Madrasa (scuola di teologia). 

Uscendo dalla moschea visitai una bellissima cupola ex scuola di astronomia del 1300, poi m'inoltrai in una viuzza di color ocra. Costeggiata da alte mura fatte di terra cruda e paglia, l'occhio cercava qualche finestra, un buco o una rientranza: erano muri alti che finivano, dove era necessario rinforzarli, con degli archetti di collegamento che si contrappongono all'azzurro terso del cielo. 

Camminavo ed osservavo come presa da un entusiasmo di andare oltre per scoprire nuove cose. 

Tutto era silenzio, un signore passava con la bicicletta, portando un pane appena sfornato, o una figura nera involta in un chador svolta un angolo frettolosa. 

Non c'erano marciapiedi, né macchine né alberi ad abbellire il percorso, ma un'ombra cupa che dava sollievo sia per il fresco che sia per gli occhi, folgorati da tanto sole, formando con il chiaro scuro delle ombre spazi sempre nuovi trasformati dall`inclinazioni diverse del sole. Si passava da spazi chiusi a spazi aperti, con l'alternarsi di portoni di vari colori. 

Solo i miei passi risuonavano in quelle stradine che diventavano sempre più interessanti fino al punto di chiedersi dietro questi alti muri, questi portoni cosa c`e`? 

Su una porta semichiusa un bambino incuriosito dalla mia presenza mi spiava con il suo faccino tondo, gli chiesi il suo nome e subito venne fuori il padre che con molta gentilezza e ospitalità mi esortò a visitare il suo giardino ed anche a scattare le foto della città vista dall'alto. Un'occasione per poter rispondere alla mia curiosità, accetta e tramite un corridoio buio e fresco mi inoltrai nella sua casa arrivando in un cortile allegro, pieno di fiori e frutta. Tutto intorno c'erano delle stanze che come mi fu spiegato servivano per le diverse stagioni: le camere per l'estate a sud, più fresche e ventilate, le camere d'inverno a nord, soleggiate e calde. In ognuna di esse si accedeva attraverso grandi vetrate che si affacciano su un ballatoio che univa e sovrasta il cortile. 

Lì c'erano sedute, indaffarate a pulire un fascio di verdure, la moglie con la figlia maggiore, che subito si alzarono a farmi gli onori di casa e mi servirono un buon tè. Parlammo e dopo avermi offerto dei melograni, raccolti dal loro giardino, abilmente vengono aperti, o come si usa qui pigiati con le dita fino a rompere tutti i grani (praticando un foro si può succhiare il succo fino all'ultima goccia come un seno materno, gesti nuovi ed affascinanti), mi invitò a salire nel punto più alto del cortile e a godere del panorama. 

Fù straordinaria la scena che si presentò ai miei occhi: una città fatta di terra color ocra un'intrecciarsi di case e cortili, con i comignoli o meglio Badgir che spuntavano alti e fieri sopra le case a mo di bandiere, di tutte le dimensioni , dimostrando la loro classe e firmando questo capolavoro di architettura organica. 

Un'architettura introversa che si deve andare nel cuore per poterne apprezzare e scoprire tutte le qualità funzionali. Urbanisticamente è un tessuto orizzontale tipico delle zone desertiche, rimasto integro, forse si può dire unico in tutta l'Iran. 

Una sensazione rimase in me dopo aver visitato il centro storico di Yazd, il ricordo di quei colori netti definiti che davano un carattere e delineavano i contorni della città: l'ocra delle costruzioni, il marrone scuro delle sue ombre, l'azzurro del cielo e il colore smaliante delle maioliche che decorano la moschea Jamè. 

Come una composizione di colori in un quadro moderno, dove tutto è silenzio e staticità e dove io ero entrata. 

Dip. culturale dell'Agenzia "IRANIAN SEBT TOUR" 

Dott. Arch. Luciana Manzi 

Persian Food

  • Il riso o come si dice in persiano “Bereng” è il piatto nazionale che accompagna quasi tutte le pietanze e che prende il posto della nostra buona pasta o meglio del pane. Ha un odore intenso profumato.

  • ​Il riso, quello più buono, è coltivato in Iran, nelle aree che circondano il mar Caspio, nelle regioni del Mazandaran e Ghilan.

  • ​È uno spettacolo in primavera attraversare le risaie! Vedere questi prati immensi coltivati con un profumo delicato che ti invita a gustarlo. È un riso fine e lungo, con poco amido. Per sentirne il profumo, al momento dell'acquisto se ne prende un poco nella mano, si chiude a pugno e soffiandoci sopra si potrà capire se ha più o meno aroma.

  • ​Esiste anche nella versione affumicato (dudì): quando si cuoce ha un gusto molto particolare che si accosta bene con il pesce o con un piatto tipico del mar Caspio fatto con carne di anatra, noci e succo di melograno (Fesenjan).

  • ​Ogni regione e ogni paese ha le sue pietanze ricche di colori e sapori che piano piano andremo a scoprire, ma tutti hanno come piatto base il Riso. Gli Iraniani ne sono buon consumatori e lo mangiano tutti i giorni nei modi più svariati.

  • ​Il modo più usato è quello di cuocerlo a vapore, il famoso Polò o Celò che con la carne fatta sulla brace diventa il piatto nazionale: il “Celo-Kabab”.

  • ​La preparazione del Celo è fatta nel seguente modo:

  • si prenda un riso con poco amido (in Italia si può trovare nei negozi specializzati in generi orientali: è buono il riso pakistano o tailandese).

  • ​Per ogni persona si riempia un bicchiere, non troppo grande, di riso. Si metta il riso in un recipiente e quindi avendolo separato da eventuali sassolini ed impurità lavatelo due o tre volte con l'acqua tiepida.

  • ​Quindi lasciatelo a bagno con del sale (ogni bicchiere di riso un cucchiaino di sale grosso) per un minimo di mezz'ora ad un massimo di tre o quattro ore.

  • ​In una pentola si fà bollire l'acqua con un po' di sale. Quando si raggiunge l'ebollizione si butta il riso sgocciolato.

  • ​Fatelo cuocere fino a quando assaggiando un chicco di riso non si sente più il duro. Attenzione a non superare la cottura! Il riso deve essere chicco per chicco ben separato, non raggiungere il grado di cottura che si appiccica! (Come si cuoce la pasta, al dente) Cotto il riso, in un setaccio si lascia andar via tutta l'acqua. Sul fondo di una casseruola di grandezza adatta si mette un pò di olio di semi o meglio di oliva, potete usare anche del burro o della margarina.

  • ​Fate riscaldare e quindi foderare il fondo della pentola con del pane tagliato sottilmente o con delle fette di patate salate precedentemente (potete dare anche un disegno: una forma di un fiore, un cuore, una farfalla ...).

  • Quando avete finito questa operazione mettete il riso nella pentola con un fare molto agile, aiutandovi con una paletta, stando attenti di non pigiarlo in alcun modo.

  • ​Mettete la pentola sul fuoco molto basso, al limite del minimo.

  • Aggiungete dell'olio, non molto, 2 o 3 cucchiai da tavola, cercando di distribuirlo su tutta la superficie del riso. A piacere un po' di Zafferano precedentemente diluito in un po' di acqua calda. Poi prendete il coperchio che ricoprite con una stoffa bianca e chiudete la pentola in modo che il vapore venga imprigionato.

  • ​Dopo circa 40-45 minuti spegnete il fuoco e rovesciate il contenuto della pentola in un piatto da portata o in un vassoio.

  • Il pane che avrete messo sul fondo sarà inbiondito e fragrante come un crostino, il vostro riso cotto a vapore è pronto per essere portato in tavola e gustato con le pietanze adatte.

  • I riso è fondamentale nella dieta di un Iraniano quanto per noi la pasta.

  • ​Ma mangiare in Iran la pasta non ha lo stesso gusto di quando si mangia in Italia o viceversa, mangiare il riso in Italia non ha lo stesso gusto che mangiarlo in Iran.

  • Da cosa e` dovuto? Sicuramente dal clima, dall'acqua, dai sapori che in Iran sono tutti differenti: attenuati alcuni, accentuati altri.

  • Dott. Arch.: Luciana Manzi

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